La rigenerazione urbana parte spesso da un gesto piccolo e concreto. Un locale che cambia volto può diventare il punto da cui un intero quartiere ricomincia a vivere. La storia della Luppoleria a Piacenza racconta proprio questo, e a distanza di anni lo dimostra nei fatti.
Un progetto nato nel quartiere Roma
Il quartiere Roma di Piacenza nasce con una posizione difficile. Zona periferica del centro, a stretto contatto con la stazione ferroviaria, per anni è stato più spesso teatro di cronaca che luogo di incontro. Eppure è un melting pot culturale e sociale che in una città di provincia come Piacenza ha un valore raro. Noi di VANDA viviamo e lavoriamo proprio qui, e lo sentiamo crescere ogni giorno. Quando è arrivata la sfida di lavorare sulla Luppoleria, l’abbiamo accolta subito.
Dal primo locale all’ampliamento
Il primo progetto Luppoleria porta la nostra firma fin dal 2016. Nel 2018 siamo tornati a lavorarci per ampliarlo, annettendo una parte nuova e inaugurando il locale rinnovato il 22 giugno. In quell’occasione il nostro ruolo è cresciuto: per la prima volta abbiamo seguito la ristrutturazione architettonica, l’arredo degli interni e anche il lancio del nuovo spazio sui social network. Un progetto totale, dal muro alla comunicazione.
Il progetto degli interni
Abbiamo disegnato tutti gli arredi nuovi su misura e li abbiamo integrati con mobili vintage trovati in giro, come il grande tavolo della condivisione nella sala di ingresso. Una parete è stata rivestita con cementine di recupero, per legare memoria e materia. L’ampliamento ha portato una nuova sala con un banco bar aggiuntivo collegato alla pizzeria e una taverna con una grandissima bottigliera in tondini di ferro, anch’essa completamente custom. Lo stile della Luppoleria è volutamente eclettico, una risposta diretta a un quartiere multietnico dove colori, usi e costumi si mescolano. Da questa mescolanza nasce un ambiente innovativo e unico, capace di parlare a tutti senza appartenere a nessuno in particolare.
Il piano strategico di comunicazione
Nel ripensare l’ambiente abbiamo tenuto a mente una serie di valori che abbiamo poi riportato nella comunicazione. La Luppoleria doveva diventare la birreria di quartiere, un punto di riferimento, un esempio, un centro di aggregazione socio-culturale. Abbiamo trasmesso questa visione a Edo Balordi, il grafico incaricato di ideare il nuovo logo, così che identità visiva e spazio raccontassero la stessa storia.
Il design come strumento di rigenerazione
Un locale ben progettato lavora su due piani insieme. Da una parte accoglie, con un ambiente curato nei materiali, nella luce e nel ritmo degli spazi. Dall’altra manda un segnale al quartiere: qui le cose stanno cambiando. Abbiamo progettato la Luppoleria perché fosse un luogo capace di attirare persone diverse e di farle restare, trasformando il passaggio in presenza e la presenza in comunità.
Cosa è successo dopo
A distanza di anni il risultato parla da solo. La Luppoleria si è affermata come punto di riferimento del quartiere e continua a lavorare a pieno ritmo. La sua presenza ha rivitalizzato la zona, ha allontanato i malintenzionati e ha ripopolato i giardini intorno di bambini e famiglie. Un locale ha fatto da innesco, e il quartiere intero ne ha raccolto i frutti.
Una lezione che portiamo con noi
La Luppoleria ci ha insegnato che il design ha una responsabilità che va oltre lo spazio costruito. Progettare un locale significa anche progettare le relazioni che vi accadranno intorno. È una convinzione che oggi guida il nostro modo di lavorare, dal retail food fino ai progetti di rigenerazione più ampi.




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